Cinque dei maggiori istituti bancari sono finiti sotto accusa per una truffa ai danni dei clienti, i quali avevano depositato i propri risparmi, magari di un’intera vita.

Unicredit, Banco BPM, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi e Banca Aletti sono finite sotto i riflettori di un’indagine per aver raggirato i propri clienti risparmiatori con una truffa, la cui mente alla base va individuata in due società di rivendita di diamanti, la Intermarket Diamond Business (IDB) e la Diamond Private Investment (DPI).

Le società in questione fondano la propria attività sulla compravendita di diamanti, e giocano il ruolo di protagonista nella truffa in collaborazione con le banche stesse.

Unicredit, BPM e Sanpaolo finite sotto accusa

Con la complicità degli intermediari, le banche hanno convinto i propri clienti a investire sul mercato dei diamanti, promettendo loro un guadagno stellare con interessi notevoli, mai visti in nessun titolo di stato.

C’è però un grande ma, infatti i dati mostrati per provare la bontà dell’investimento effettuato erano totalmente fasulli.

I clienti non potevano accorgersi della truffa in atto, dal momento che ciò che gli veniva mostrato non era altro che un’immagine pubblicitaria dell’andamento della borsa, la quale sembrava spiegare bene il suo andamento, ma in realtà era completamente fasulla.

Già all’epoca, circa 6/7 anni fa, quando la truffa era in essere, il mercato dei diamanti era già in calo, solo che le società, sfruttando l’ignoranza di alcuni clienti, li convincevano a investire nei diamanti (per via truffaldina), facendoli finire poi con un semplice pugno di mosche in mano e senza più neanche un soldo.