DHX30

La proteina p53 è considerata da sempre il guardiano del nostro genoma. È quella stessa proteina che induce una cellula ad andare incontro ad apoptosi quando il suo DNA risulta troppo danneggiato e non più riparabile. Tale proteina controlla la bontà del DNA e la sua integrità per impedire che la cellula impazzisca e inizi a replicarsi in modo incontrollato. Per fare tutto questo, p53 non lavora da sola, ma in gruppo con altre proteine come, ad esempio la DHX30. Quest’ultima ha catturato l’attenzione della comunità scientifica per una sua particolare ed importantissima funzione nel contesto tumorale.

Infatti, la proteina DHX30 è un vero e proprio interruttore molecolare capace di indirizzare le cellule tumorali verso la morte. È una proteina alleata della proteina oncosoppressore p53. La scoperta è italiana ed è il frutto di un lavoro coordinato dall’Università di Trento insieme ai colleghi dell’Università del Colorado. Lo studio pubblicato sulla autorevole rivista Cell Reports, rappresenta una scoperta che potrebbe condurre allo sviluppo di terapie anti-cancro più efficaci e mirate alle cellule tumorali.

DHX30 non blocca la replicazione delle cellule tumorali, bensì ne induce la morte

Erik Dessi, uno degli autori dello studio, ha affermato:

«Quando le cellule tumorali sono trattate con un farmaco particolare, la presenza di questo interruttore influenza il destino delle cellule, guidandole verso la morte piuttosto che verso l’arresto del ciclo cellulare».

Quindi DHX30, indurrebbe il suicidio delle cellule di un tumore e non il blocco della loro replicazione. Questo è sicuramente un risultato sorprendente poiché potrebbe aiutare a mettere a punto terapie molecolari specifiche per alcuni tipi di tumori solidi, come quello al colon, al seno e al polmone. Finora, l’attenzione dei ricercatori ricadeva sulla capacità di agire a monte della proteina p53 per innescare l’apoptosi delle cellule tumorali. Oggi, invece, grazie alla scoperta italiana, gli ,scienziati concordano che una parte rilevante della decisione di mandare a morte una cellula tumorale avviene a valle di p53, indirizzando le stesse cellule verso un vero e proprio suicidio.