marciapiedi morbidi

Sicuramente a qualcuno di noi sarà successo di inciampare su un marciapiede e cadendo ci siamo procurati lesioni più o meno gravi. Per prevenire gli infortuni correlati alle cadute sui marciapiedi, un gruppo di ricercatori ha pensato di mettere a punto dei marciapiedi “morbidi”.

Si tratta di veri e proprio marciapiedi realizzati utilizzando la gomma derivante da pneumatici riciclati. L’idea nasce dai ricercatori che partecipano al progetto SAFERUP finanziato dall’Unione Europea. I primi test che valutano l’efficacia dei marciapiedi morbidi hanno avuto luogo in Svezia e hanno previsto l’utilizzo di una superficie pavimentata in grado di assorbire gli impatti. Inoltre, tale pavimentazione garantisce la drastica riduzione delle conseguenze fisiche derivanti dagli infortuni dei pedoni.

Le lesioni correlate alle cadute rappresentano ad oggi una delle principali cause di lesioni fisiche in assoluto, soprattutto per quanto riguarda le persone anziane. Utilizzare i marciapiedi morbidi potrebbe rappresentare una vera e propria innovazione. Infatti, questa superficie stradale è ammortizzata e studiata anche per essere utilizzata sulle piste ciclabili. Ciò, perché anche le cadute dei ciclisti rappresentano un problema in termini di lesioni fisiche particolarmente importante. Nello specifico, i marciapiedi morbidi constano di “ingredientitradizionali come quelli derivanti da pietre e rocce incollate insieme al bitume catramoso. A questi ingredienti convenzionali, va però aggiunta una quota del 60% di gomma di pneumatici sminuzzati.

La novità di questi marciapiedi ammortizzati è che possono essere facilmente applicati sui marciapiedi e su piste ciclabili già esistenti. Inoltre, man mano che questi si consumano, lo strato può essere facilmente riapplicato. Si tratta di un progetto estremamente semplice, non sofisticato e relativamente economico. Per questo, gli esperti sono concordi nel sostenere che il suo utilizzo potrebbe salvare da solo migliaia di vite.

Per maggiori informazioni visitate il sito del progetto SAFERUP.