astronauti

Già in precedenza, si diceva che un periodo di permanenza nello spazio non rappresenta una cosa proprio positiva per il corpo umano. Oggi, ne abbiamo la conferma. Infatti, il cervello di astronauti che hanno trascorso un periodo sulla ISS presenta delle modifiche tangibili.

A dimostralo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Radiology e condotto da ricercatori dell’Università del Texas a Houston. Nello specifico, lo studio in questione dimostra che la permanenza nello spazio può causare cambiamenti nel volume o nella forma del cervello e della ghiandola pituitaria. Per ottenere i loro risultati, gli scienziati hanno eseguito delle risonanze magnetiche cerebrali su 11 astronauti prima che partissero per la ISS. Una volta ritornati sulla Terra, gli stessi astronauti si sono sottoposti a nuove risonanze ad intervalli regolari durante l’anno successivo al loro rientro sulla Terra. Le analisi eseguite hanno dimostrato che l’esposizione prolungata alla microgravità aveva determinato un’espansione del volume cerebrale e del liquido cerebrospinale. Quest’ultimo è il liquido che scorre all’interno degli spazi vuoti del cervello e del midollo spinale.

Queste modifiche che il cervello degli astronauti subisce durante la permanenza nello spazio potrebbe essere spiegato dal fatto che in condizioni di microgravità il flusso sanguigno subisce delle modiche. In particolare, il sangue venoso non si accumula più verso le estremità inferiori, ma si ridistribuisce verso la testa, come sottolineato dagli esperti. Inoltre, gli astronauti di ritorno dallo spazio, presentavano alle risonanze una riduzione del volume della ghiandola pituitaria. Una deformazione questa che sarebbe coerente con l’esposizione a pressioni intracraniche particolarmente elevate. I ricercatori durante le analisi eseguite in successione hanno anche riportato una velocità maggiore del flusso di liquido cerebrospinale nell’acquedotto cerebrale. Un fenomeno del genere può comportare difficoltà motorie, problemi nel controllo delle vescica e addirittura, demenza.