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Abbiamo trascorso quasi due mesi chiusi nelle nostre case con l’obiettivo comune di limitare la diffusione del nuovo coronavirus. Ma ora, che dal 4 Maggio ha avuto ufficialmente inizio la Fase 2, bisogna che ognuno di noi rispetti ancora le direttive comunicateci dalle autorità. Ciò per impedire che si verifichi una ripresa della diffusione del virus. Proprio a tale scopo, nasce l’app per monitorare la diffusione del contagio.

Per utilizzare consapevolmente e responsabilmente questa app, 150 scienziati hanno redatto 8 semplici regole. Si tratta dei 150 scienziati firmatari della cosiddetta “Lettera 150” che riunisce gli scienziati a favore della riapertura rapida dopo il lockdown. Il progetto, ha ricevuto la promozione dal giurista Giuseppe Valditara dell’Università di Torino.

I 150 scienziati indicano che si dovrà, innanzitutto, distribuire l’app ad un minimo di 40 milioni di persone. Inoltre, si dovrà nominare un responsabile di questa distribuzione che abbia le capacità di stabilire accordi con grandi colossi come Amazon, Facebook ed Apple. Aziende queste che permetterebbero di mantenere attiva l’app per milioni di utenti. Altra regola, è che ci sia un responsabile del trattamento dei dati che sia indipendente e che appartenga ad un “soggetto dello Stato” che ne curi la gestione. Dovranno altresi’ essere previsti un call center per le richieste di informazioni e un help desk per le richieste tecniche. Considerato che l’app permette di ricostruire la rete delle frequentazioni personali di ciascun utente, questi dati devono essere distrutti in pochi giorni.

Inoltre, gli scienziati richiedono che ci sia un collegamento diretto con il Sistema Sanitario Nazionale che permetta agli utenti di poter richiedere consigli e visite mediche nonché tampone e test per COVID-19. Ultima, ma non per importanza, è la regola secondo cui l’app deve prevedere anche un intenso scambio dati con l’Europa, in vista della ripresa dei viaggi internazionali.