Darwin

I sistemi di intelligenza artificiale (AI) hanno trovato molteplici e straordinarie applicazioni praticamente in qualsiasi settore della ricerca e della vita quotidiana. Quello che è emerso è che i sistemi di AI hanno perfino imparato ad evolversi da soli mediante l’uso di un software che mette in pratica le leggi dello scienziato Charles Darwin.

A dimostrarlo è uno studio presente sull’archivio on line ArXiv condotto da ricercatori di Google, coordinati dallo scienziato informatico Le Quoc. Secondo quanto riportato nello studio, mediante la combinazione di operazioni matematiche, gli scienziati hanno realizzato un software denominato AutoML-Zero. Quest’ultimo, è un programma che prende in prestito i concetti dell’evoluzione darwiniana. Tra questi concetti, ricordiamo soprattutto quello della sopravvivenza non dell’organismo più forte ma di quello che riesce ad adattarsi più velocemente ai cambiamenti. Sulla base dei concetti che Darwin espresse nelle sue leggi, AutoML-Zero costruisce programmi di intelligenza artificiale che migliorano generazione dopo generazione. Nello specifico il programma ha replicato decenni di ricerche sull’AI in pochi giorni.

Il miglioramento dell’AI e la capacità di evolversi da sola avvengono senza istruzioni esterne umane, ma imitando il funzionamento del cervello umano. I ricercatori hanno eseguito dei test per testare i sistemi di apprendimento automatico che seguono le indicazioni di AutoML-Zero. Dai primi test eseguiti basati sul riconoscimento di alcune immagini i ricercatori hanno ottenuto risultati incoraggianti. Per i ricercatori però, lo studio è una prova di principio che in futuro potrebbe dare avvio a numerose altre ricerche.

Proprio l’informatico Quoc, a tal riguardo, ha dichiarato:

«Il nostro obiettivo finale è quello di sviluppare effettivamente nuovi concetti di apprendimento automatico che nemmeno i ricercatori potrebbero trovare».