nuovo algoritmo

Qualche volta abbiamo sentito parlare di contrabbando di materiale nucleare, una faccenda di estrema importanza e pericolosità per la salute mondiale. Oggi, sembrerebbe però che ci sia una possibilità di rilevare materiali nucleari di qualità militari spesso utilizzati per il contrabbando alle frontiere. Si tratta di un nuovo algoritmo in grado di rilevare le radiazioni permettendo di contrastare con notevole efficienza questa piaga.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori dell’Università dell’Illinois i cui sorprendenti risultati appaiono sulla prestigiosa rivista Scientific Reports. Il nuovo algoritmo è in grado di identificare i segnali di radiazioni, anche quelli più deboli. Inoltre, funziona rilevando fonti quotidiane di radiazioni come quelle dei raggi cosmici provenienti dallo spazio o quelli dal radon proveniente dalla roccia. Fondamentalmente, il nuovo algoritmo riesce a distinguere in maniera molto rapida le “radiazioni benigne” da quelle “illecite” presenti all’interno dello stesso carico. Il suo impiego potrebbe rivelarsi particolarmente utile per ridurre i falsi allarmi positivi sui monitor del portare per le radiazioni.

Utilizzare questo nuovo algoritmo per rilevare le radiazioni rappresenta una protezione per i cittadini dalle minacce del terrorismo nucleare rilevando così il contrabbando di materiali nucleari speciali. Tra questi, ricordiamo l’uranio arricchito ma anche il plutonio per l’utilizzo militare. Materiali questi capaci di produrre una quantità di radiazioni notevolmente elevata. Pertanto, questo nuovo sistema per smascherare le radiazioni “illecite” potrebbe realmente fornire un valido contributo per contrastare il pericoloso contrabbando di materiali nucleari.

Alla ricerca hanno altresi’ collaborato ricercatori dell’Università del Michigan, di Edimburgo e quelli del Laboratorio Nazionale di Los Alamos.