trapianto

L’Italia ha dimostrato di essere un Paese top nella chirurgia dei trapianti a livello mondiale. E l’intervento di qualche giorno fa, ne è la prova tangibile. Stiamo parlando del primo trapianto di polmoni eseguito nel nostro Paese su un paziente affetto da COVID-19.

L’intervento ha avuto luogo al Policlinico di Milano e il paziente che ha subito il trapianto era un ragazzo di 18 anni, in condizioni piuttosto critiche, a causa della COVID-19. Si tratta del primo trapianto di polmoni eseguito su un paziente COVID-19 e che, ha avuto esito positivo. Di fatto, il paziente è salvo. La situazione del ragazzo, molto critica, aveva richiesto il ricovero presso il reparto di rianimazione del policlinico lombardo dove è rimasto per ben due mesi. A tenerlo in vita, era la circolazione extracorporea ed il polmone artificiale ma senza il trapianto, sostengono i medici, non si sarebbe potuto riprendere. Ciò, perché i polmoni del giovane ragazzo era davvero distrutti.

Il trapianto di polmoni sul paziente COVID-19 è stato lungo e complesso

Ovviamente, il trapianto di polmone non è assolutamente un intervento semplice. Infatti, la decisione di procedere al trapianto è stata lunga e ragionata nei minimi particolari. Infatti, i medici hanno atteso che il corpo del ragazzo debellasse il virus poiché, altrimenti, non avrebbe avuto senso introdurre degli organi nuovi che il virus avrebbe potuto attaccare di nuovo.

Anche riuscire a trovare il donatore non è stato per niente semplice. Ma, superato anche questo ostacolo, i medici hanno deciso di procedere all’intervento. Quest’ultimo, durato all’incirca 10 ore, ha messo a dura prova l’equipe medica poiché le incognite dell’intervento erano davvero tante. E a complicare ancora di più l’intervento di trapianto sono state le precauzioni che i medici hanno dovuto osservare in sala operatoria. Infatti, hanno dovuto indossare il doppio camice che ha intralcia i movimenti, i doppi guanti che limitano la sensazione tattile e poi la mascherina che, indossata per così tanto tempo, può rendere difficoltosa la respirazione.

Anche se il trapianto ha dato risultati sorprendenti, il ragazzo fatica ancora a respirare a causa dei lunghi mesi trascorsi attaccato al polmone artificiale. Ovviamente, bisognerà attendere delle settimane per valutare la reale efficacia dell’intervento ma, nel frattempo, i medici attendono che il ragazzo si riprenda fisicamente ma anche psicologicamente.