solletico

Sicuramente tutti noi soffriamo il solletico e sobbalziamo o ridiamo quando qualcuno ci tocca in maniera inaspettata. E sicuramente avrete anche notato che se siete voi a compiere quegli stessi gesti non ottenete lo stesso effetto. Ma perché non possiamo farci il solletico da soli?

Uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience ci spiega il perché non possiamo farci il solletico da soli cercando di svelare un mistero davvero molto curioso. Lo studio in questione è il frutto delle ricerche condotte da ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma. Innanzitutto, gli scienziati spiegano che ognuno di noi risponde in maniera diversa al tatto o all’udito. Ciò, dipende se la sensazione parte da noi stessi oppure da un’altra persona. Inoltre, sapere se una sensazione tattile proviene da noi stessi o da qualche oggetto estraneo è molto importante ed è strettamente collegata alla questione relativa al solletico. Infatti, è proprio per tale motivo che il nostro tocco non suscita forti sensazioni come quelle derivanti dal passaggio di un insetto sulla pelle che, al contrario, ci allarma in modo istantaneo.

Il cervelletto invia dei segnali che ci impediscono di farci il solletico da soli

I ricercatori per le loro ricerche hanno eseguito un esperimento su 30 soggetti volontari. Questi ultimi dovevano toccarsi le dita le quali poi dovevano essere toccate separatamente da un robot. Contestualmente a ciò, gli scienziati hanno scansionato il cervello dei soggetti attraverso un apparecchio a risonanza magnetica. Dai risultati ottenuti i ricercatori hanno notato che alcuni soggetti percepivano il tatto come meno intenso rispetto ad altri soggetti. Inoltre, questi soggetti presentavano connessioni più forti tra il cervelletto e la corteccia somatosensoriale. Secondo gli scienziati, è proprio il cervelletto che invia segnali nella corteccia somatosensoriale. Tali segnali, riducono la percezione, ad esempio del solletico quando siamo noi stessi a provocare la sensazione.

Ulteriori conferme del coinvolgimento del cervelletto nella diminuzione della percezione del solletico quando siamo noi a provocarlo giunge da altre varianti dell’esperimento. Sostanzialmente anche con queste varianti i ricercatori sono giunti alla stessa conclusione: non possiamo farci il solletico da soli perché il nostro cervello ha già pianificato l’azione pertanto, mancherà quell’effetto sorpresa essenziale perché il livello di intensità della sensazione tattile sia sufficientemente alto.