supporto esoscheletrico

Il termine ictus indica una condizione patologica in cui si assiste ad una perdita di funzione del cervello causata da un insufficiente apporto di sangue ad un’area più o meno estesa dell’organo. Le conseguenze di un ictus dipendono dalla parte del cervello che viene danneggiata. Dopo un ictus, ad esempio, una persona può mostrare difficoltà di linguaggio o di pensiero o, come spesso accade, problemi di movimento. Infatti, molto spesso i soggetti colpiti da un ictus non riescono più a camminare. Però, per far fronte a questa grave conseguenza, nasce Exosuit, il supporto esoscheletrico che aiuterà i soggetti sopravvissuti ad un ictus a tornare a camminare.

Il nuovo supporto scheletrico nasce dal lavoro di un team di ricercatori della Wyss Institute for Biologically Inspired Institute di Harvard, della John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences (SEAS) e del College of Health & Rehabilitation Sciences dell’Università di Boston. I ricercatori hanno utilizzato la robotica applicandola alla riabilitazione degli esseri umani creando una sorta di tuta esoscheletrica: Exosuit. Il supporto esoscheletrico realizzato possiede una propria batteria ed un proprio motore. Gli scienziati lo hanno testato su pazienti sopravvissuti ad ictus con emiparesi e hanno notato risultati significativi. Infatti, il supporto esoscheletrico aumenta la velocità del passo di una media di 0,14 metri al secondo e migliora anche la resistenza. A tal proposito, tutti i soggetti riuscivano a percorrere in media 32 metri in più rispetto ai test eseguiti in assenza della tuta.

Il nuovo supporto esoscheletrico rappresenta davvero un’innovazione straordinaria e i soggetti reduci da un ictus potrebbero grazie ad esso riprendere a deambulare e magari svolgere alcune attività. Attività che altrimenti non sarebbero in grado di eseguire senza la possibilità di camminare.

Lo studio che presenta Exosuit lo trovate sulle pagine del Journal of Engineering in Medicine and Biology.