seconda pelle

Attualmente i presidi che usiamo per proteggerci dalla diffusione del contagio da SARS-CoV-2 sono guanti, mascherine, visiere e, per gli operatori sanitari, anche i camici appositi. Ma capiamo bene come soprattutto questi ultimi rappresentano un intralcio per il lavoro di medici ed infermieri. In più, non sono traspiranti e con l’arrivo della stagione calda diventerà sempre più difficile svolgere il loro lavoro. Così, alcuni ricercatori hanno pensato di mettere a punto un materiale che costituirà la base con cui costruire una seconda pelle hitech per proteggere medici ma anche militari da minacce di tipo biologico e chimico. Una protezione sicura e, allo stesso tempo traspirante.

A creare questo nuovo materiale è stato un team di ricercatori del Lawrence Livermore National Laboratory (Llnl) in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit). Inoltre, la loro ricerca è stata successivamente pubblicata sulle pagine della rivista Advanced Functional Materials. Il nuovo materiale realizzato dai ricercatori statunitensi è contemporaneamente protettivo e traspirante perché combina due elementi chiave. Il primo è una membrana porosa impermeabile agli agenti patogeni (virus e batteri) costituita da nanotubi di carbonio allineati. Il secondo elemento chiave, invece, è uno strato di catene polimeriche intelligenti. Queste, a contatto con agenti biologici o chimici, collassano in maniera reversibile chiudendo temporaneamente i pori. Questi ultimi hanno diametri così talmente ridotti da riuscire a bloccare addirittura il passaggio del virus della Dengue. Stiamo parlando di dimensioni inferiori ai 4 milionesimi di millimetro. Proprio per tale ragione gli scienziati sono sicuri della protezione assicurata nei confronti di minacce biologiche.

Questo nuovo materiale, potrà essere utilizzato per realizzare camici o tute che, come una seconda pelle hitech, proteggerà gli operatori e consentirà loro di lavorare in assoluta comodità.