pannelli solari

Uno dei principali limiti dei pannelli solari sta nel fatto che se si surriscaldano la loro efficienza comincia a diminuire considerevolmente. Sembrerebbe però che questo problema sia stato superato grazie alla messa a punto di pannelli solari capaci di raffreddarsi sfruttando l’acqua catturata dall’umidità dell’aria.

A presentare questo nuovo tipo di pannelli solari è la rivista Nature Sustainability che riporta lo studio condotto da ricercatori del Politecnico di Hong Kong. Questi ultimi, hanno pensato di utilizzare materiali che riescono ad aspirare il vapore acqueo dall’aria. Una volta aspirato, il vapore si condensa in acqua liquida. Tale processo può verificarsi anche di notte quando il livello dell’umidità dell’aria è più alto. Tra i materiali utilizzati figurano nanotubi di carbonio con sale di cloruro di calcio. Si tratta di uno speciale gel  che condensa il vapore in goccioline che esso stesso trattiene. Lo stesso ugello ivi presente contribuisce a fungere da “serbatoio”. Infatti, nelle ore più calde del giorno rilascia lentamente  l’acqua intrappolata all’interno della struttura del gel.

Quello creato dai ricercatori di Hong Kong è un sistema che può essere considerato una sorta di sistema di “sudorazione”. Tale sistema, permette di far scendere le temperature dei pannelli solari su cui hanno testato il dispositivo raffreddandoli anche di 10°C. Ciò, determina ovviamente netti guadagni in termini di produzione di elettricità.

L’unica nota negativa è che il gel si degrada piuttosto velocemente. Pertanto i ricercatori stanno lavorando ad una nuova versione che risulti più efficiente e più duratura. Un sistema di raffreddamento del genere consentirebbe ai pannelli solari di restare efficienti praticamente per tutto il loro periodo di utilizzo. Ciò rappresenterebbe un vantaggio economico notevole per l’intero settore dell’energia solare.