lesioni cerebrali

Nel settore nella medicina e nella prevenzione nonché identificazione di diverse patologie l’AI ha trovato davvero moltissime applicazioni. L’ultima novità è quella che ha visto l’utilizzo dell’AI e dei suoi algoritmi per l’individuazione, la quantificazione e la differenziazione di diverse tipologie di lesioni cerebrali.

A presentare il nuovo algoritmo di intelligenza artificiale è uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Digital Health. Lo studio in questione è frutto del lavoro svolto da un team di ricercatori dell’Università di Cambridge e dell’Imperial College di Londra. Gli scienziati inglesi hanno testato nuovi algoritmi di intelligenza artificiale per eseguire scansioni dei cervelli umani. Ciò, allo scopo di identificare e categorizzare differenti tipologie di lesioni cerebrali.

Secondo gli studiosi, questi nuovi algoritmi potrebbero rivelarsi utili per la messa a punto di trattamenti terapeutici personalizzati per curare e trattare le lesioni cerebrali. Queste ultime, infatti, rappresentano uno dei maggiori problemi per la sanità pubblica in tutto il mondo e si stima che le persone che ne soffrono siano più di 60 milioni ogni anno.

Non basta la TC per caratterizzare le lesioni cerebrali. L’AI può aiutarci!

Per verificare la presenza di lesioni alla testa, si utilizzano tecniche di imaging come la TC (tomografia computerizzata). Quest’ultima, pur essendo uno strumento diagnostico molto utile in molti casi, può non fornire al medico informazioni essenziali per caratterizzare la lesione. Eseguire una valutazione dettagliata delle immagini TC con annotazioni può richiedere ore, soprattutto nei casi più gravi. Per ovviare a questo problema, i ricercatori inglesi hanno sviluppato un algoritmo di AI in grado di identificare, quantificare e caratterizzare automaticamente i diversi tipi di lesioni cerebrali. Il tutto, con tempi ridotti e notevole efficienza del risultato finale. Per poter svolgere questo compito, i ricercatori hanno “addestrato” il loro software con i dati di più di 600 diverse scansioni cerebrali. In un secondo momento, l’algoritmo è stato testato e convalidato su un altro set di dati.

I ricercatori hanno notato che il loro software era in grado di riconoscere le varie tipologie di lesioni cerebrali. Adesso la loro speranza è quella di poter utilizzare il loro algoritmo per identificare quelle lesioni che si ingrandiscono e progrediscono e capire perché progrediscono. In tal modo, essi sperano di poter fornire, in futuro, un valido supporto per lo sviluppo di un trattamento personalizzato per i pazienti che presentano questi problemi.