rischio di diabete

Il diabete di tipo 2, cioè quello non insulino-dipendente, è un disordine metabolico che rappresenta circa il 90% dei casi di diabete. Sono numerosi i fattori di rischio correlati all’insorgenza di tale patologia: obesità, dieta squilibrata, vita sedentaria, età avanzata, ipertensione, sindrome metabolica e tanti altri. Sembrerebbe però che a questi già noti fattori di rischio si aggiunga anche il livello di forza di presa della mano. Infatti, sembrerebbe che quando la forza muscolare diminuisce, ciò può essere correlato ad un maggiore rischio di insorgenza di diabete.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Oakland a Rochester (Michigan) e poi pubblicato sulla rivista American Journal of Preventive Medicine. Per il loro studio i ricercatori americani hanno analizzato i dati contenuti nel National Health and Nutrition Examination Survey. Quest’ultimo è un database sanitario statunitense che raccoglie i dati di 5108 soggetti con un’età compresa tra i 20 e gli 80 anni. Attraverso approfondite analisi gli scienziati hanno scoperto che il livello della forza di presa della mano poteva essere utilizzato per prevedere il rischio di diabete di tipo 2.

Di fatto, la bassa forza muscolare può essere collegata ad un aumento del rischio di insorgenza di questo disordine metabolico così ampiamente diffuso. Nello specifico, la forza utilizzata per stringere un oggetto, può essere valutata attraverso l’impiego di un dinamometro ad impugnatura che fornisce una misura precisa. Dai significativi risultati ottenuti i ricercatori propongono di utilizzare tale valutazione come test di screening per valutare il rischio di diabete in persone adulte apparentemente sane e normotese.