matematica

Si può riparare un cuore malato utilizzando la matematica? Anche se ciò può sembrare davvero strano, potrebbe davvero accadere.

Ciò è quello che si evince dai primi risultati prodotti dai modelli matematici del progetto iHeart del Politecnico di Milano. Si tratta di un progetto che, mediante l’utilizzo della matematica, cerca di facilitare gli interventi di aritmologi e cardiochirurghi. I primi risultati provengono proprio da alcuni ospedali italiani. Il progetto iHeart, si propone di realizzare dei modelli basati sulla matematica che siamo completi ed idonei per eseguire uno studio completo del comportamento del cuore umano e delle sue patologie.

La matematica per riparare un cuore malato in sperimentazione in Italia

L’applicazione della matematica per riparare un cuore malato ha permesso di produrre indicazioni quantitative sui fattori che favoriscono l’innesco e il mantenimento di aritmie cardiache. Tali modelli, sperimentati in collaborazione con l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, hanno aiutato molto i medici. infatti, questi modelli hanno permesso di localizzare la zone della parete cardiaca su cui applicare la radiofrequenza.
Quest’ultima, si utilizza per disattivare le cellule anomale all’origine dell’aritmia.

Invece all’Ospedale Luigi Sacco di Milano, la matematica è stata utilizzata per sviluppare modelli che hanno fornito al cardiochirurgo indicazioni precise su come trattare il cuore di un paziente affetto da cardiomiopatia ipertrofica.

Non meno importante è la collaborazione con l’Ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto. In questa collaborazione, i modelli matematici del progetto iHeart hanno permesso di velocizzare la terapia di sincronizzazione cardiaca. Quest’ultima consiste nell’impianto di un dispositivo in grado di ripristinare il corretto battito cardiaco compromesso da disturbi della conduzione.

Insomma, utilizzare la matematica per sviluppare modelli in grado di riparare un cuore malato rappresenta davvero una straordinaria innovazione. E grazie alle numerose collaborazioni con queste ed altre strutture ospedaliere, i ricercatori sperano di dare avvio in Italia ad una disciplina nuova, la medicina computazionale.