sclerosi multipla

La sclerosi multipla (SM) è una malattia cronica che colpisce il sistema nervoso centrale (SNC). Questa patologia danneggia ed aggredisce la mielina. Quest’ultima è la sostanza grassa che riveste e protegge le fibre nervose nel SNC e favorisce la rapida trasmissione dei segnali nervosi. Sembrerebbe però che il trapianto di cellule progenitrici del cervello umano possa essere utile a riparare le lesioni nel cervello dei topi che soffrono di SM.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Rochester (USA) poi pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell Reports. Lo studio in questione, in realtà, è il frutto di oltre 15 lunghi anni di ricerche condotte dall’università statunitense per comprendere il ruolo delle cellule della glia. Queste ultime, sono cellule che “aiutano” i neuroni e che vengono perse nei soggetti affetti da sclerosi multipla. In questa categoria di cellule rientrano gli oligodendrociti che formano la guaina mielinica che favorisce la conduzione del segnale elettrico tra i neuroni.

I ricercatori hanno voluto rimpiazzare queste cellule nel cervello dei topi con sclerosi multipla. Per farlo, i ricercatori statunitensi hanno trapiantato delle cellule progenitrici della glia ottenute da cellule staminali coltivate in laboratorio. Nello specifico, le cellule progenitrici trapiantate nel cervello dei topi erano di derivazione umana. In ogni caso, quando gli scienziati hanno impiantato nei roditori con SM tali cellule, queste hanno raggiunto le lesioni e qui, si sono differenziate in oligodendrociti. In tal modo, questi nuovi oligodendrociti hanno iniziato ad agire riparando la guaina mielinica danneggiata, migliorando così la funzionalità neuronale. Tale processo, ha anche permesso di ripristinare la funzione motoria degli animali.

Tale esperimento potrebbe aprire la strada ai primi test clinici sull’uomo non solo per la sclerosi multipla ma anche per altre malattie che colpiscono e danneggiano la materia bianca del cervello.