Kawasaki

Diversi casi clinici descrivono lo sviluppo di una sindrome simile a quella di Kawasaki in bambini con COVID-19. Alcuni di questi casi sono stati osservati in Italia, Regno Unito e USA. Secondo i ricercatori si tratterebbe di una “risposta mediata o ritardata” alla COVID-19 che si verificherebbe diverse settimane dopo il momento dell’infezione.

A presentare tale probabile correlazione tra COVID-19 e la sindrome simil-Kawasaki è uno studio sul The BMJ.

La sindrome di Kawasaki, fondamentalmente, è una vasculite infantile delle arterie di piccola e media dimensione che colpisce soprattutto le arterie coronarie. È una malattia caratterizzata da febbre prolungata, esantema, congiuntivite, mucosite, linfoadenopatia cervicale e poliartrite di gravità variabile. Sembrerebbe però che una sindrome simile a quella di Kawasaki si sviluppi in bambini di origine africana con COVID-19. Tale condizione, però, differisce da quella originale per alcuni aspetti. Primo tra tutti, i bambini COVID-19 con questa sindrome simil-Kawasaki hanno un’elevata percentuale di sintomi gastrointestinali tra cui dolore all’addome, vomito e diarrea. Inoltre, questa nuova condizione si presenta anche con una pressione sanguigna instabile ed infiammazione del miocardio.

Lo studio in questione ha preso in esame 21 bambini ed adolescenti con un’età media di 7,9 anni con COVID-19 e con la condizione simil-Kawasaki. Tra i ragazzi ricoverati presso l’Ospedale di Parigi, 12 erano di origine africana. 17 di essi hanno dovuto far ricorso alla terapia intensiva ma tutti hanno potuto lasciare l’ospedale dopo circa otto giorni e senza gravi complicazioni. Ovviamente, lo studio in questione è di tipo osservazionale che ha esaminato un numero esiguo di soggetti COVID-19. Pertanto, non è possibile stabilire con certezza un nesso causale tra la COVID-19 e questa sindrome infiammatoria multisistemica.