pelle umana

Si sa che con l’avanzare dell’età aumenta la perdita di capelli, soprattutto negli uomini, e questo rappresenta un problema che cerchiamo di contrastare con tutti i mezzi a disposizione. Lozioni rinforzanti, shampoo anti-caduta, fiale che stimolano la crescita dei capelli e molto altro ancora. Però, sembrerebbe che a rivoluzionare il trattamento della calvizie possa essere la pelle umana “pelosa” coltivata in laboratorio da un gruppo di scienziati.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Nature e condotto da ricercatori dell’Università dell’Indiana guidati da Karl Koehler e Benjamin Woodruff. Gli scienziati hanno sviluppato un organoide “irsuto” in laboratorio. Si tratta del primo organoide della pelle umana realizzato a partire da cellule staminali pluripotenti. Queste ultime, presenti durante lo sviluppo embrionale, possono in seguito differenziarsi in altre tipologie di cellule. Tra queste, ad esempio, in quelle della pelle. Nello specifico i ricercatori, dopo 4-5 mesi di incubazione in laboratorio, hanno osservato l’emersione di un organoide cutaneo simile ad una cisti. Tale organoide era costituito da epidermide stratificata ricca di follicoli piliferi pigmentati dotati anche di ghiandole sebacee.

I ricercatori, dunque, hanno dato origine a pelle umana “pelosa” che quasi completa, prodotta in laboratorio e autoassemblatasi in vitro, potrebbe trovare numerose applicazioni. Tra queste, ad esempio, potrebbe essere utilizzata nel trattamento della caduta dei capelli o ancora, nello sviluppo di pelle umana, nella modellizzazione delle malattie e nella chirurgia ricostruttiva. A fronte degli straordinari risultati ottenuti con il loro esperimento, Woodruff ha affermato:

«Per la prima volta, potremmo avere, più o meno, una fonte illimitata di follicoli piliferi umani per la ricerca».