materiale stampabile

La stampa 3D è una tecnica che permette di realizzare oggetti tridimensionali a partire da un modello 3D digitale. Tale tecnica trova numerose applicazioni: dalla creazione di valvole per i respiratori dei pazienti COVID-19 sino alla ricostruzione dei fossili in paleontologia. Un’ulteriore applicazione delle tecniche di stampa 3D sarebbe quella dell’ingegneria tissutale nella quale si realizzano tessuti. In particolare, oggi è disponibile un nuovo materiale stampabile in 3D che imita i tessuti biologici.

A presentare questo nuovo materiale è uno studio pubblicato su Advanced Materials e condotto da ricercatori dell’Università del Colorado Denver. Nello specifico, gli scienziati hanno sviluppato un materiale stampabile in 3D che imita i tessuti biologici. Si tratta di un tessuto costituito da una struttura reticolare porosa ottenuta mediante elastomeri a cristalli liquidi.

Nel loro studio i ricercatori spiegano come hanno inserito polimeri a cristalli liquidi in polimeri morbidi. Questi ultimi, sono stati utilizzati come “ammortizzatori”. La tecnica di stampa 3D impiegata è quella denominata Digital Light Processing (DLP). Finora i i ricercatori hanno soltanto stampato diverse strutture tra cui un piccolo fiore di loto ed il prototipo di una gabbia per la fusione spinale. Tra i tessuti biologici però che vogliono imitare c’è la cartilagine, un tessuto elastico e sufficientemente morbido per attutire il lavoro sulle articolazioni. Ma, allo stesso tempo, è un tessuto abbastanza resistente alla compressione e al carico del corpo.

Chi finora ha cercato di realizzare dischi di tessuto spinale sintetico non ha fatto un buon lavoro. Ciò, poiché la colonna vertebrale è piena di sfide ed è davvero molto difficile da risolvere. Pertanto, il materiale stampabile in 3D potrebbe permettere la realizzazione del tessuto cartilagineo, ma ancora molti sono i limiti e gli ostacoli da superare.