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Il Massachusetts Institute of Technology (Mit) è una delle più importanti università di ricerca del modo con sede a Cambridge, nel Massachusetts (USA). Un gruppo di ingegneri di questo prestigioso istituto di ricerca ha messo a punto qualcosa di davvero incredibile: un “cervello-su-un-chip” fatto di sinapsi artificiali.

Il lavoro degli ingegneri del Mit è stato poi pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Nanotechnology. Il “cervello-su-un-chip” è costituito da decine di migliaia di sinapsi artificiali conosciute come memristor. Questo straordinario dispositivo intende imitare le modalità con cui il cervello umano trasmette le proprie informazioni. Ogni memristor consta di particolari leghe di argento e rame unite al silicio. Lo scopo è quello di essere utilizzato nei nuovi dispositivi informatici neuromorfici. Si tratta di una nuova branca dell’elettronica informatica che si basa su circuiti che elaborano le informazioni imitando proprio la struttura neurale del cervello. Un giorno dispositivi come questo sviluppato dagli ingegneri del Mit, se efficienti e compatti, potrebbero svolgere compiti davvero molto complessi. Ciò, infatti, permetterebbe l’utilizzo dell’attuale potenza dei supercomputer praticamente a chiunque, anche da uno smartphone.

In questo contesto, i memristor creati dagli ingegneri prendono ispirazione da una tecnica sviluppata in metallurgia per approfittare di proprietà combinate di varie leghe metalliche a livello atomico. Attualmente, gli ingegneri hanno utilizzato il loro chip per ricreare immagini in scala di grigio equiparando ogni pixel dell’immagine ad un corrispondente memristor nel chip. Gli ingegneri hanno osservato che non solo il chip riproduceva l’immagine ma la “ricordava” e la riproduceva altre volte.

L’obiettivo degli ingegneri del Mit è ora quello di sviluppare la loro tecnologia su larga scala per eseguire attività di riconoscimento delle immagini. Ovviamente, ciò richiederà ulteriori ricerche ed approfondimenti per riuscire a raggiungere tale obiettivo.