microbioma intestinale

Con il termine microbiota si intende l’insieme di tutti i microrganismi che popolano il nostro corpo. Con il termine microbioma, invece, si intende l’insieme del patrimonio genetico di tutti i microorganismi che vivono all’interno del nostro organismo. Oggi, però, si tende ad utilizzare scambievolmente i due termini come sinonimi. La gran parte del microbioma è presente a livello intestinale dove possiamo trovare circa 400-500 famiglie di microrganismi che svolgono compiti particolarmente importanti. Il mantenimento della stabilità della composizione del microbioma intestinale dipende da molti fattori. Tra questi, sembrerebbe che un ruolo prominente sia giocato dai livelli di sale assunti con la dieta.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori del Georgia Prevention Institute dell’Università di Agusta poi pubblicato sulla rivista Hypertension. Nel loro studio gli scienziati intendono sottolineare come elevati livelli di assunzione di sale non sortiscono effetti negativi solo sulla pressione arteriosa. Infatti, l’assunzione del sale influenza negativamente anche la composizione del microbioma intestinale.

Per il loro studio i ricercatori hanno analizzato il sangue di 145 persone con un’età compresa tra i 30 ed i 75 anni con ipertensione non trattata. Gli studiosi hanno scoperto che se in questi soggetti si riduce per solo sei settimane l’assunzione giornaliera di sale intorno ai 2300 mg ideale, aumentava in circolo la concentrazione di SCFA. Questi ultimi sono i cosiddetti acidi grassi a catena corta i quali rappresentano un indicatore conosciuto per un microbioma intestinale sano. I ricercatori hanno evidenziato questa situazione soprattutto in individui di sesso femminile.

Dunque, esisterebbe davvero una connessione che dimostra che il microbioma intestinale può sortire effetti positivi anche sulla regolazione della pressione sanguigna. Ovviamente, saranno necessari ulteriori ricerche condotte in questa direzione per avvalorare ancora di più tale ipotesi.