sinapsi artificiale

Creare delle sinapsi artificiali che funzionino esattamente come quelle fisiologicamente presenti nel nostro cervello è un compito assai arduo. Però, sembrerebbe che una nuova versione delle sinapsi artificiale, ibrida, permetta a questa di comunicare con le normali cellule viventi.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori della Stanford University in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Università di Tecnologia di Eindhoven. Lo studio in questione, poi pubblicato sulla rivista Nature Materials sembra rappresentare un decisivo passo avanti nel tentativo di creare una sinapsi artificiale funzionanti come quelle umane.

I ricercatori, infatti, hanno dichiarato di aver messo a punto la prima versione bioibrida della loro rete di sinapsi artificiali. Per realizzare la sinapsi artificiale i ricercatori hanno accoppiato un device neuromorfico organico con cellule dopaminergiche. La sinapsi ibrida ottenuta possedeva una plasticità sinaptica neurotrasmettitore-mediata. Inoltre, nel loro lavoro gli stessi ricercatori hanno dimostrato come la sinapsi artificiale ibrida riesca a comunicare con le cellule viventi. Ciò vuol dire che, in futuro, una tecnologia come questa potrebbe essere utilizzata per sviluppare dispositivi che potrebbero rispondere in maniera diretta ai segnali chimici provenienti dal cervello umano.

Alberto Salleo, autore senior dello studio, ha specificato che le loro sinapsi artificiali funzionano utilizzando le molecole che i neuroni reali utilizzano normalmente. Inoltre, lo stesso Salleo ha dichiarato che questo studio mette in evidenza la forza unica dei materiali che utilizziamo per interagire con la materia vivente.

Si tratta di una tecnologia davvero straordinaria, un sodalizio perfetto tra scienza e tecnologia che, in futuro, potrebbe riservarci non poche sorprese.