motion capture

La motion capture è una tecnica che si utilizza ormai da diversi anni sia nell’industria del cinema che nei videogiochi. In realtà, tale tecnica si usa in combinazione con la stampa 3D. L’obiettivo è quello di realizzare sensori elettronici direttamente all’interno del corpo, precisamente sugli organi. Oggi, però, possiamo assistere ad un ulteriore miglioramento della motion capture utilizzata finora.

A presentare questa nuova versione è uno studio pubblicato su Science Advances condotto da ricercatori dell’Università del Minnesota. Questi stessi scienziati furono quelli che due anni fa circa scoprirono quella tecnica che consentiva la stampa di componenti elettronici sulla pelle. Oggi, però, la motion capture, unitamente alla stampa 3D, trova impiego nella realizzazione di sensori elettronici direttamente sugli organi. Secondo i ricercatori, questa nuova tecnica potrebbe consentire di monitorare gli organi in maniera più sofisticata. Tale monitoraggio avviene proprio grazie ai sensori stampati in 3D.

Il monitoring potrebbe riguardare organi come i polmoni o il cuore, organi che solitamente cambiano forma o si deformano poiché si contraggono e si rilassano. Sicuramente applicare la stampa 3D su un oggetto in movimento è davvero molto difficile. La vera sfida per i ricercatori, infatti, è stata quella di stampare su una superficie che si muove continuamente. La tecnica della motion capture è stata utilizzata per aiutare la stampante a seguire meglio il suo percorso di stampa nel considerare i movimenti di espansione e contrazione della superficie degli organi. La tecnica utilizzata, già testata sul polmone di un maiale in laboratorio gonfiato e sgonfiato artificialmente, ha dato ottimi risultati. Il sensore stampato era fatto di idrogel morbido.

Michael McAlpine, professore di ingegneria meccanica, ha dichiarato:

«Stiamo spingendo i confini della stampa 3D in modi nuovi che non avevamo nemmeno immaginato anni fa».