testa

Si sa con l’inizio della bella stagione iniziano i weekend al mare, le scampagnate, le lunghe ore passate sotto il Sole per ottenere la famosa tintarella. Ma dobbiamo stare attenti. Infatti, sembrerebbe che quando il Sole picchia sulla testa, esso possa determinare l’insorgenza di alterazioni cognitive e motorie.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Copenaghen e poi pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature. Nello specifico, nel presente studio gli scienziati rimarcano la pericolosità dell’esposizione prolungata al Sole, soprattutto quando questo batte sulla testa. Infatti, la luce solare può compromettere seriamente le funzioni cognitive e anche il coordinamento di varie tipologie di movimenti. Ovviamente, tutto ciò, può determinare seri problemi anche per chi svolge lavori sotto il Sole con conseguente riduzione della produttività lavorativa.

Finora le conseguenze degli “stress da calore” sulle funzioni cognitive erano state sempre sottovalutate. Per il loro lavoro, i ricercatori danesi hanno eseguito esperimenti su otto individui maschi sani con un’età compresa tra i 27 ed i 41 anni. Per simulare l’effetto del Sole che sbatte sulla testa, gli scienziati hanno utilizzato lampade che producevano una forte luce irradiata poi sulla testa e sulle altre parti del corpo tranne su quella frontale. Dagli esperimenti condotti, i ricercatori hanno notato che un’esposizione prolungata al Sole, soprattutto sulla testa e sul collo, determinava un aumento importante della temperatura corporea. Tale aumento, a sua volta, determinava alterazioni cognitive e motorie significative.

Pertanto, quando possibile, evitiamo di esporci al Sole soprattutto nelle ore più calde. Inoltre, ricordate di mantenervi sempre molto idratati, di usare le dovute protezioni ed indossare sempre un cappello.