nanoplastiche

Le nanoplastiche sono piccole particelle di plastica che derivano dalla frammentazione di rifiuti di vario tipo: bottiglie, capi d’abbigliamento e molto altro ancora. Si parla in genere di nanoplastiche per indicare quelle particelle con dimensioni comprese tra 0,001 e 0,1 micrometri. Queste piccole particelle di plastica sono davvero molto pericolose per l’ambiente. In particolare, sembrerebbe che le nanoplastiche possano accumularsi nelle piante con effetti davvero negativi per gli organismi vegetali.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Shandong poi pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Nanotechnology. Nello specifico, i ricercatori hanno condotto degli esperimenti sulla Arabidopsis thaliana, una pianta molto utilizzata come organismo modello per le scienze vegetali e che cresce ovunque ci sia un po’ di terra.

Durante gli esperimenti eseguiti, gli scienziati hanno notato che questa pianta è in grado di assorbire le nanoplastiche presenti nell’ambiente. Le microscopiche particelle di plastica finiscono poi ad accumularsi nei tessuti e nelle cellule dell’organismo vegetale. Analisi molecolari, microscopiche e genetiche hanno confermato tutto ciò. Inoltre, gli scienziati hanno mandato avanti un altro esperimento coltivando le piante di Arabidopsis su un suolo ricco di nanoplastiche. Dall’esperimento condotto, i ricercatori hanno notato che l’accumulo di nanoplastiche nelle strutture della pianta determina un’inibizione della crescita della stessa. Infatti tali piante erano notevolmente più basse rispetto a delle piante utilizzate come gruppo di controllo e che crescevano su un suolo privo delle particelle di plastica.

Dunque, capiamo bene come tale scoperta abbia notevoli risvolti sia nel campo della resa agricola che, ovviamente, della sicurezza alimentare. Infatti, piante che si sviluppano in presenza di nanoplastiche crescono meno ed hanno anche un minore valore nutrizionale.