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L’optogenetica è una tecnica innovativa che permette di controllare le funzioni cellulari del corpo. E riesce a farlo illuminando, letteralmente, proteine sensibili alla luce di determinate tipologie cellulari. In tal modo, questa tecnica può disattivare o attivare una specifica popolazione di cellule come ad esempio quelle neuronali coinvolte nello sviluppo dei movimenti. In questo caso, l’optogenetica permette di rivoluzionare completamente i metodi di stimolazione transcranica. Un gruppo di scienziati ha utilizzato questa tecnica per riuscire a far muovere “comando” il braccio in un gruppo di scimmie.

A presentare questa nuova tecnica basata sulla luce è uno studio pubblicato su Nature Communications. Lo studio in questione è il frutto del lavoro condotto da un team di scienziati dell’Istituto Nazionale per le Scienze Fisiologiche (Giappone) e dell’Università del Tohoku. Questo lavoro rappresenta davvero un qualcosa di innovativo considerato che finora l’optogenetica ha trovato applicazione perlopiù nei topi. Infatti, fino ad ora tutti gli esperimenti di optogenetica eseguiti sulle scimmie avevano fornito risultati fallimentari. In questo studio, però, gli scienziati hanno fornito prove importanti. Essi hanno iniettato un optrode nella regione del cervello delle scimmie coinvolta nel controllo del movimento delle braccia. Grazie all’optrode gli scienziati hanno potuto stimolare la corteccia sia mediante la luce che grazie all’ereticità.

Grazie all’iniezione dell’optrode, la luce riusciva a stimolare efficacemente le cellule neuronali che esprimono la channel-rhodopsin, una proteina sensibile alla luce. Ciò, ha permesso l’attivazione dei muscoli e dunque del movimento del braccio dei primati, in maniera simile ad una stimolazione elettrica.

Questo è un esperimento sensazionale che apre le porte alla possibilità di utilizzare la stimolazione cerebrale ottica profonda (DBS) anche su pazienti umani.