ferro

Il ferro è un elemento chimico abbondantemente presente sulla Terra e che ricopre un ruolo molto importante anche dal punto di vista biologico. Infatti, tale elemento è fondamentale per la vita e l’essere umano ne contiene circa lo 0,005% in peso. Esso rientra nella struttura di numerose molecole tra cui enzimi, citocromi, proteine di trasporto e di stoccaggio dell’ossigeno. Sembrerebbe che controllare i livello del ferro ematico possa essere un’arma molto potente per contrastare l’invecchiamento permettendoci di vivere più a lungo.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Edimburgo e dell’Istituto Max Planck per la Biologia dell’invecchiamento. Per il loro studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, i ricercatori hanno analizzato un gran numero di dati. Tali dati, relativi a più di un milione di individui, hanno permesso loro di rilevare che il mantenimento di un livello sano di ferro ematico potrebbe essere la chiave per invecchiare meglio.

Nello specifico, i ricercatori hanno concentrato la loro attenzione soprattutto sull’invecchiamento biologico. Quest’ultimo comprende la velocità con la quale funzioni del corpo umano diventano sempre meno efficienti con il passare degli anni. Analizzando i dati a loro disposizione, gli scienziati hanno individuato che i set di geni collegati al ferro erano sovrarappresentati nelle misure che utilizzavano per l’invecchiamento. Gli studiosi, perciò, hanno concluso che i geni coinvolti nel metabolismo del ferro ematico sono quelli maggiormente responsabili di una vita lunga e sana.

Ovviamente, i livelli di ferro nel sangue dipendono molto anche dal regime alimentare che seguono gli individui. Per questo, i ricercatori pensano che si potrebbe progettare un farmaco per regolare il metabolismo del ferro e per superare alcuni degli effetti non benefici dovuti all’invecchiamento e all’avanzare dell’età.