Raffaello

Era il 6 Aprile 1520 quando il celebre pittore ed architetto italiano Raffaello Sanzio muore all’età di soli 37 anni. Gli storici narrano che la morte dell’artista sia sopraggiunta dopo una “febbre continua ed acuta”. In realtà, la verità sulla morte del pittore italiano non è mai venuta a galla ed un alone di mistero aleggiava intorno ad essa. Oggi, però, sembrerebbe che alcuni scienziati abbiano finalmente ricostruito il giallo della morte di Raffaello anche se da allora, sono trascorsi 500 anni.

A ricostruire la morte di Raffaello è uno gruppo di scienziati dell’Università di Milano-Bicocca. I risultati delle loro ricerche sono stati poi pubblicati su Internal and Emergency Medicine, la rivista della Società Italiana di medicina interna (Simi). Per il loro lavoro, i ricercatori italiani hanno confrontato le informazioni contenute ne “Le vite” del Vasari con testimonianze di personaggi storici coevi del pittore e presenti a Roma in quel periodo.

Dal confronto dei dati a loro disposizione, gli scienziati italiani hanno elaborato una loro teoria, infatti, Michele Augusto Riva, ricercatore di Storia della medicina presso l’ateneo italiano, ha dichiarato:

«Il decorso della malattia unito ad altri sintomi indurrebbe a pensare a una forma di polmonite».

Ovviamente, gli storici non possono affermare ciò con certezza né ipotizzare se la polmonite abbia avuto eziologia virale o batterica. Inoltre, a peggiorare le condizioni di salute di Raffaello, sarebbe stato un errore medico. Infatti, il pittore veniva sottoposto alla pratica del salasso, assolutamente sconsigliata in caso di febbre polmonare. Pertanto, secondo i ricercatori italiani, i medici avrebbero sbagliato ad insistere con il salasso poiché non hanno fatto altro che peggiorare la salute dell’artista.