elettronica

I batteri sono praticamente ovunque. Popolano tutti gli ambienti, anche quelli più inospitali e nei quali l’uomo non riuscirebbe a sopravvivere. Si tratta di microscopici organismi che svolgono funzioni incredibilmente importanti. Sembrerebbe che questi piccoli organismi possano essere utilizzati anche nel campo dell’elettronica.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute (USA) poi pubblicato sulla rivista Biointerphases. Nel loro studio i ricercatori statunitensi hanno dimostrato che una particolare specie di batteri è utile per l’elettronica. Si tratta del batterio Shewanella oneidensis  il quale respira in maniera anaerobia all’interno di composti metallici solforati elaborando l’ossigeno. Durante questo incredibile processo il batterio produce numerose ed interessanti sostanze. Tra queste, ad esempio, figura il disolfuro di molibdeno, un materiale molto utile nel settore dell’elettronica poiché è in grado di trasferire gli elettroni.

In particolare gli scienziati americani vogliono cercare di capire ancora meglio il meccanismo che sta alla base del processo di respirazione di questo microrganismo. Infatti, sarebbe essenziale riuscire a capire e controllare come tali batteri riescano a produrre tali composti. Ciò, permetterebbe di aprire nuove porte per l’approvvigionamento di questi stessi materiali per utilizzarli nell’elettronica o per un utilizzo diretto degli stessi batteri.

I ricercatori statunitensi prevedono lo sviluppo di una nuova generazione di sensori. Questi ultimi potrebbero essere utilizzanti nei corpi idrici come fiumi o laghi. Dal momento che è possibile mappare e monitorare le firme elettroniche di questi batteri, i biofilm che essi creano possono servire come “sensori viventi” per rilevare eventuali sostanze presenti in un ecosistema acquatico. Un’altra caratteristica di Shewanella oneidensis è quella di produrre “nanofili” che riescono a traferire elettroni. Un aspetto questo che quasi certamente permetterà, in futuro, l’utilizzo di questi microrganismi nel settore dell’elettronica.