gruppo sanguigno

Sin dall’inizio della pandemia da SARS-CoV-2 responsabile della COVID-19, gli scienziati hanno cercato di capire se ci fossero dei fattori che correlano con un peggioramento della sintomatologia. Tra tutti quelli considerati rientra anche il gruppo sanguigno di un individuo. Allora i ricercatori hanno voluto capire se un gruppo sanguigno piuttosto che un altro può essere correlato ad un eventuale aggravamento dei sintomi della COVID-19.

Uno studio condotto da ricercatori del Massachusetts General Hospital e pubblicato su Annals of Hematology ha fornito delle valide risposte. Infatti, secondo gli scienziati non c’è relazione tra il gruppo sanguigno ed il peggioramento dei sintomi della COVID-19. Per dimostrare che non esiste una relazione tra questi due aspetti, gli scienziati hanno condotto uno studio multiistituzionale. In pratica, hanno analizzato 1289 persone adulte sintomatiche dimostratesi poi positive alla COVID-19. Durante le loro analisi, i ricercatori hanno scoperto che in tutti i pazienti analizzati i marcatori dell’infiammazione erano simili indipendentemente dal loro gruppo sanguigno. A tal riguardo, Anahita Dua, autrice senior dello studio, ha dichiarato:

«Abbiamo dimostrato che non vi è motivo di ritenere che un determinato gruppo sanguigno ABO porterà ad un aumento della gravità della malattia».

Anche se non c’è relazione tra questi due aspetti, lo studio lascia intravedere comunque l’esistenza di un collegamento molto interessante. Essi, infatti, hanno scoperto che chi manifesta i sintomi della COVID-19 e ha un gruppo sanguigno B o AB (Rh+) ha maggiore probabilità di risultare positivo per la COVID-19. Ciò, a differenza di chi presenta i sintomi della malattia ma ha gruppo 0 che, invece, ha probabilità più basse. Si tratta comunque di risultati che dovranno essere ulteriormente esplorati per capire la natura di tale collegamento.