biomolecola

L’intestino rappresenta l’ultima porzione del nostro apparato digerente. La sua parete si presenta come un sistema a più strati che ha il compito di prevenire l’adesione batterica e di discriminare tra i microrganismi commensali e quelli patogeni, organizzando la tolleranza immunologica verso i batteri commensali e la risposta immune verso i patogeni. Vista la moltitudine di batteri che popolano l’intestino è essenziale che il rivestimento dello stesso sia sempre efficiente e resistente. Purtroppo però la barriera intestinale spesso si danneggia ed è assolutamente importante che si ripari. Sembra che a favorire tale meccanismo di riparazione sia una biomolecola prodotta proprio da alcune cellule.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori del Biomedicine Discovery Institute della Monash poi pubblicato su Cell Stem Cell. Nello specifico, gli scienziati hanno ricreato delle repliche in laboratorio del tessuto intestinale. Proprio durante questi esperimenti hanno scoperto che alcune cellule producono una particolare biomolecola. Si tratta della Neuregulina-1 la quale agisce stimolando le cellule staminali a dare inizio al processo di riparazione della barriera intestinale quando danneggiata.

Si tratta di una scoperta davvero importante che potrebbe avere risvolti notevoli nel contesto di molte malattie caratterizzate da un danneggiamento del rivestimento dell’intestino. Tra queste ricordiamo, ad esempio, il morbo di Chron e la colite ulcerosa. Entrambe, sono malattie infiammatorie intestinali (Inflammatory Bowel Diseases, IBD) che spesso conducono proprio a tale condizione. Dunque una piccola biomolecola svolge un ruolo di primaria importanza per garantire il ripristino dell’importantissima barriera intestinale. Ciò è essenziale perché un danno al rivestimento intestinale determina l’insorgenza di vari sintomi e conseguenze come infiammazione e dolore.