dieta del digiuno

La dieta del digiuno o meglio, che imita il digiuno, ha un obiettivo principale: simulare il digiuno per assicurare all’organismo i suoi benefici. Ciò, ovviamente, senza incorrere in conseguenze negative. Sembra che questo particolare programma dietetico sia riuscito a potenziare l’effetto dei farmaci utilizzati per trattare il tumore al seno. Tali risultati sono stati evidenziati durante degli esperimenti condotti sui topi.

A condurre tali esperimenti è stato un team di ricercatori dell’Università della California Meridionale (USC) che hanno collaborato anche con l’Istituto oncologico IFOM di Milano e l’Università di Genova. I risultati di tali esperimenti, apparsi poi sulla rivista Nature, sono davvero incredibili.

La dieta del digiuno ha effetti benefici sui topi e sugli esseri umani:  ecco i risultati degli esperimenti

Innanzitutto, per il loro studio i ricercatori hanno eseguito esperimenti sui topi oltre a piccoli studi clinici su esseri umani. Essi hanno scoperto che la dieta del digiuno riesce a ridurre l’insulina nel sangue, il fattore di crescita simile all’insulina 1 (IGF-1) e la leptina. La riduzione di tali sostanze, sorprendentemente, riusciva ad aumentare l’efficienza di farmaci utilizzati per trattare il cancro al seno. Tra questi ultimi, in particolare, la dieta del digiuno potenziava gli effetti del Tamoxifene e del Fulvestrant. Inoltre, la riduzione dell’insulina ematica e delle altre sostanze determinava anche una diminuzione della resistenza nei confronti di questi stessi farmaci anti-tumorali.

Parallelamente agli esperimenti condotti sui topi, i ricercatori hanno anche condotto contenuti studi clinici sugli esseri umani. In particolare, essi hanno svolto esperimenti su 36 donne con cancro al seno trattate con terapia ormonale le quali seguivano la dieta del digiuno. Anche in questo caso, i risultati ottenuti sembrerebbero promettenti. Nonostante ciò saranno necessari ulteriori studi per chiarire se gli effetti ottenuti sui topi possano essere confermati anche sugli esseri umani. Ciò, perché è essenziale che gli studi clinici includano un campionario di pazienti esaminati più ampio di soli 36 pazienti.