stampa 3D

Quando parliamo di stampa 3D intendiamo parlare di una tecnica che permette la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante produzione additiva, partendo da un modello 3D digitale. Le applicazioni che la stampa 3D ha trovato negli ultimi anni sono davvero numerose. Oggi, però, un nuovo metodo definito “ad iniezione” sembrerebbe rappresentare il futuro di questa incredibile tecnologia.

Questo nuovo metodo è il frutto dell’intenso lavoro svolto da ricercatori dell’Università del Massachusetts ad Amherst. Il loro studio, pubblicato sulla rivista Additive Manufacturing, presenta una nuova tecnologia di stampa 3D per le materie plastiche. Grazie a questa tecnica “ad iniezione” sarà possibile realizzare, ad esempio, protesi e dispositivi medici simili. Inoltre, essa potrebbe essere utilizzata per creare parti di veicoli come aeroplani o automobili. Il vantaggio è che questi oggetti saranno più resistenti e durevoli.

Per creare questa nuova tecnica David Kazmer, inventore della tecnologia, ha combinato diversi aspetti della stampa 3D classica e della stampa “ad iniezione”. Quest’ultima, nello specifico, è una tecnica durante la quale gli oggetti si creano riempiendo delle cavità di stampo precedentemente realizzate. Il riempimento avviene mediante l’impiego di materiali plastici fusi. Unendo i diversi aspetti delle due tecniche di stampa 3D si può aumentare considerevolmente il tasso di produzione. in tal mondo, infatti, verrebbero realizzati oggetti molto più resistenti e duraturi nel tempo.

Lo stesso Kazmer a proposito della sua invenzione ha dichiarato:

«L’invenzione migliora notevolmente la qualità delle parti prodotte, rendendole completamente dense con poche crepe o vuoti. Quindi sono molto più forti».