idrogel

Gli idrogel sono materiali ampiamente utilizzati in vari settori tecnologici grazie alle loro caratteristiche speciali. Sono proprio tali caratteristiche a renderli molto utili per numerose e particolari applicazioni. Alcuni scienziati hanno messo a punto un nuovo idrogel capace di imitare il cervello umano esso, infatti, è in grado di memorizzare e poi dimenticare le informazioni.

A presentare questo nuovo idrogel è uno studio pubblicato su PNAS e condotto da ricercatori dell’Università di Hokkaido (Giappone). Grazie alle notevoli quantità di acqua che li costituiscono, gli idrogel possono contenere vari prodotti chimici che, a loro volta, possono effettuare varie reazioni utili per scopi diversi. Il professore Kunpeng Cui, insieme ai suoi studenti, ha progettato un idrogel che sembra sia in grado di svolgere delle funzioni “biologiche”. Si tratta di un idrogel in grado di imitare le funzioni del cervello umano. È la prima volta che si utilizza questo materiale per tale scopo e ciò rappresenta dunque qualcosa di davvero incredibile.

Idrogel che imita il cervello umano: ecco come funziona

Fondamentalmente, i ricercatori hanno posizionato uno strato di idrogel tra due piastre di plastica. La piastra superiore aveva una forma o delle lettere ritagliate che lasciavano scoperta la zona sottostante dell’idrogel. Essi hanno prima immerso il gel in acqua fredda e poi in acqua calda. Il gel, assorbendo l’acqua, ha iniziato a gonfiarsi solo nell’aera esposta cioè, dove la plastica era stata ritagliata. In tal modo i ricercatori hanno “fissato” un’informazione nel gel. Informazione rappresentata o da una lettera o, addirittura, da una parola. Reinserito nell’acqua fredda, l’area del gel esposta diventò opaca e ciò ha permesso che l’informazione “memorizzata” diventasse visibile. Inserito nell’acqua calda, invece, il gel rilasciava l’acqua immagazzinata e la figura o la lettera sbiadivano lentamente.

Inoltre, gli scienziati giapponesi hanno notato che tanto più il gel restava in acqua calda, tanto più intensa e scura era l’impronta della figura. Dunque, era richiesto più tempo affinché questa sbiadisse. È piuttosto simile a quello che succede agli esseri umani. infatti, più tempo impieghiamo ad imparare qualcosa, più tempo ci vuole per dimenticarla.