Staphylococcus

Lo Staphylococcus aureus è un batterio normalmente presente nella maggior parte degli adulti. È responsabile di infezioni suppurative acute che possono essere dislocate in diversi distretti dell’organismo. L’antibiotico-resistenza è una delle caratteristiche meglio conosciute di questo patogeno che gli ha fatto guadagnare l’appellativo di “superbatterio”. Sembrerebbe, però, che ci sia una particolare caratteristica che rappresenta un vero e proprio tallone di Achille per questo batterio e che potrebbe essere sfruttata per impedirne la diffusione.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Ginevra poi pubblicato sulla prestigiosa rivista PLOS Genetics. Staphylococcus aureus ha un’incredibile capacità di adattarsi a superfici o a condizioni ambientali molto diverse. La sua grande adattabilità correla con la presenza di una particolare proteina, un’elicasi di RNA. Proprio durante le ricerche per comprendere meglio l’azione di questo enzima, i ricercatori hanno eseguito un’interessante scoperta. Infatti, quando l’elicasi è assente per una mutazione genetica, lo stafilococco in coltura non riesce più a formare colonie se la temperatura scende al di sotto dei 25°C.

Tale particolare sensibilità al freddo riduce la capacità di adattamento dello Staphylococcus e ciò correla con il ruolo che questa elicasi svolge nella regolamentazione della sintesi di acidi grassi. Infatti, quando l’elicasi manca, la flessibilità della membrana della cellula batterica si riduce del 25% e, di riflesso, si riduce o si blocca del tutto la crescita del batterio. Tale scoperta è davvero straordinaria poiché apre la strada allo sviluppo di farmaci in grado di inibire la sintesi di acidi grassi. E proprio inibendo tale processo metabolico, ci sarà anche la possibilità di colpire al suo tallone d’Achille il batterio più diffuso e resistente che si conosca.