app per la salute

Si sa è importante tenere sempre sotto controllo i propri parametri vitali per assicurarsi che stiamo bene soprattutto, se facciamo riferimento a persone affette da particolari disturbi. Pertanto è abbastanza usuale al giorno d’oggi utilizzare le cosiddette app per la salute. Sembrerebbe però che tali applicazioni siano responsabili dello sviluppo di stati di ansia tra chi le utilizza.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Medical Internet Research e condotto da ricercatori dell’Università di Copenaghen. Questa app per la salute, in generale, si utilizzano per misurare, ad esempio, la frequenza cardiaca, il sonno o altri parametri vitali. Però, sembra che proprio l’utilizzo di queste app sia collegato ad una più alta probabilità di generare stati di ansia tra gli utenti. Qualcosa che finora gli scienziati non avevano mai preso in considerazione ma che, in realtà, sembra rappresenti un problema non di poco conto.

Stiamo attenti ai dati forniti dalle app per la salute!

Fondamentalmente il sistema di misurazione può essere problematico in quanto gli utenti iniziano ad utilizzare le informazioni circa i propri parametri vitali come se fossero fornite d un medico in carne ed ossa. Queste stesse informazioni, visualizzate sullo schermo di un tablet, di uno smartphone o di uno smartwatch, molto spesso, possono essere interpretate in maniera non corretta. Ciò perché a leggere ed interpretarle non sono persone con le adeguate e specifiche competenze mediche. Tutto questo può contribuire a generare stati di ansia tra coloro che utilizzano le app per la salute.

I ricercatori hanno notato questo “effetto collaterale” delle app per la salute quando hanno preso in esame un gruppo di pazienti con aritmia cardiaca e con peacemaker. Al termine delle analisi, gli scienziati hanno concluso che le app per la salute non potranno avere gli effetti desiderati se le informazioni fornite non saranno correttamente interpretate. Pertanto, è fondamentale che qualcuno, evidentemente qualificato, interpreti i dati forniti dalle app. Proprio per tale ragione, i ricercatori sostengono che sarà necessaria la messa a punto di una piattaforma digitale attraverso la quale medici e pazienti possano interpretare questi dati in maniera congiunta.