pannelli solari

La superficie dei pannelli solari quando colpita dalla radiazione solare raggiunge temperature davvero molto elevate. Inoltre, la stessa superficie subisce fluttuazioni di temperatura a seconda se la radiazione solare la colpisce oppure no. Nonostante l’”ambiente inospitale”, sembrerebbe che un nuovo batterio si sia specializzato per vivere proprio sulla superficie dei pannelli solari.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Harvard i quali hanno scoperto il batterio in questione su una serie di pannelli solari installati nell’arboretum Arnold dell’università statunitense. La nuova specie di batterio, denominata Sphingomonas solaris, sembra essersi specializzata nello sfruttare al massimo l’ambiente relativo alla superficie di un pannello solare. Ciò perché il microrganismo presenta particolare affinità per la stessa radiazione solare, per le alte temperature e per le fluttuazioni delle stesse. Per eseguire le proprie analisi i ricercatori hanno lavato la superficie dei pannelli solari con acqua sterile. Successivamente, hanno raccolto quest’acqua e l’hanno posta in provette per analizzarla in laboratorio.

Il microrganismo individuato è un batterio gram-negativo, non mobile e che presenta la forma di un bastoncino. Esso si caratterizza per la presenza di inusuali pigmenti carotenoidi. Inoltre, esso sembra essersi evoluto per sopravvivere in un ambiente caratterizzato da scarsità di nutrienti e particolarmente secco.

Lo studio in questione dimostra che anche se l’uomo può modificare fortemente gli ambienti, si creano comunque degli ecosistemi “artificiali” che forme di vita più estremofile, come alcuni batteri, possono comunque sfruttare. Il lavoro dei ricercatori di Harvard è poi apparso sulle pagine delle rivista International Journal of Systematic and Evolutionary Microbiology.