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La malattia di Alzheimer (AD) è una patologia caratterizzata dalla progressiva perdita della funzione mentale e dalla degenerazione del tessuto cerebrale con perdita delle cellule nervose. A determinare tale perdita sono gli accumuli patologici di proteina β-amiloide e lo sviluppo di intrecci neurofibrillari. Sembrerebbe, però, che un nuovo farmaco sia in grado di rallentare nei topi gli effetti di questa patologia neurodegenerativa.

A dimostrarlo è uno studio condotto da ricercatori del Salk Institute (California) poi pubblicato sulla rivista scientifica Redox Biology. Nello specifico, i ricercatori californiani hanno sviluppato un farmaco che, già in precedenza, ha dimostrato di essere efficace nel rallentare l’invecchiamento delle cellule cerebrali. Oggi, questo stesso farmaco sembra sia anche in grado di invertire la perdita della memoria, uno degli effetti più deleteri della AD. Il farmaco in questione si chiama CMS121 e gli scienziati lo hanno testato sui topi.

Ecco gli effetti del CMS121 sull’Alzheimer

In particolare, essi hanno somministrato il farmaco ogni giorno a topi affetti da AD a partire dai nove mesi di età dopo che gli stessi avevano iniziato a mostrare problemi di apprendimento. I ricercatori hanno poi formato un altro gruppo di topi con la stessa malattia e la stessa età che fungeva da gruppo di controllo ai quali però non è stato somministrato il nuovo farmaco. Dopo tre mesi di trattamento, i topi di entrambi i gruppi dovevano sottoporsi a nuovi test di memoria e di comportamento. I ricercatori hanno potuto notare che gli effetti dell’AD avevano subito nelle modifiche notevoli. Infatti, i topi trattati mostravano migliori risposte nei test rispetto ai topi che non avevano ricevuto il trattamento.

Tali differenze negli effetti dell’Alzheimer possono essere spiegate facendo riferimento al processo della perossidazione lipidica. Quest’ultimo è il processo in cui avviene la degradazione dei lipidi a seguito della quale vengono prodotti radicali liberi. Proprio tali sostanze possono causare danni alle cellule cerebrali. Questo processo era più attivo nei topi non trattati con CMS121 rispetto a quanto non lo fosse nei topi trattati o in topi sani. Ciò dimostra che questo nuovo farmaco è in grado di rallentare significativamente gli effetti della malattia di Alzheimer.