Con un ordine esecutivo firmato il 6 agosto scorso, l’amministrazione Trump ha ufficialmente messo al bando WeChat. Quest’ultima non potrà più essere offerta sull’App Store di Apple e sul PlayStore di Google negli Stati Uniti a partire da metà settembre.

L’applicazione è alla base della vita digitale di centinaia di milioni di utenti cinesi, che la usano non solo per le chat personali o di lavoro, ma per decine di scopi diversi, dalla consegna del cibo al trasferimento di denaro.

 

Con il blocco di WeChat, Trump rischia di danneggiare Apple

L’amministrazione Trump ha deciso di bloccarla nel tentativo di limitare l’ingerenza dei colossi digitali cinesi sul mercato americano. L’accusa, non suffragata però da alcuna prova concreta, è che attraverso WeChat l’azienda cinese Tencent raccolga informazioni e dati privati dei cittadini americani, con il rischio che finiscano nelle mani del governo di Pechino.

Il blocco dell’applicazione rischia tuttavia di trasformarsi in un grave autogol e di danneggiare non tanto l’azienda madre Tencent, quanto la californiana Apple, i cui conti sono legati a doppio filo al successo di vendita dell’iPhone e di altri prodotti in Cina. Secondo un sondaggio condotto sul sito di micropublishing Weibo ha mostrato che il 95% degli utenti cinesi sarebbe disposto ad abbandonare l’iPhone nel caso non fosse più possibile installarvi WeChat per colpa delle sanzioni americane.

Anche nel caso l’applicazione dovesse rimanere disponibile sull’App Store cinese, gli utenti americani che la usano per comunicare con amici, familiari, clienti o colleghi in Cina dovranno trovare soluzioni alternative per comunicare con loro. E mentre su Android sarà comunque possibile installare l’applicazione al di fuori del Play Store, gli utenti iPhone saranno costretti a rinunciare, data l’impossibilità di scaricare app sul sistema senza passare dall’App Store.