cannabis in gravidanza

La cannabis è una pianta erbacea conosciuta soprattutto per le sue proprietà psicoattive anche se trova impiego in diversi ambiti che non hanno nulla a che fare con il mondo delle droghe. Ad esempio, si utilizza in ambito farmacologico, alimentare, tessile, nella bio-edilizia e in molti altri settori. Essendo una pianta, la cannabis di per sé non è dannosa, ma l’uso che se ne fa può esserlo. Sembrerebbe, ad esempio, che il suo utilizzo in gravidanza possa essere collegato ad una rischio più elevato di autismo per il nascituro.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Medicine e condotto da ricercatori dell’Ospedale di Ottawa. Nello specifico, per i bambini esposti alla cannabis in gravidanza, l’incidenza di autismo è di 4 su 1000 rispetto ad un livello più basso dei bambini non esposti. Anche se in alcuni paesi del mondo la cannabis è legale, gli scienziati ne sconsigliano l’utilizzo per le donne incinte.

Per giungere a tale conclusione, i ricercatori hanno analizzato i dati di 2200 donne le quali riferivano di usare solo cannabis in gravidanza. Durante l’analisi dei dati, gli studiosi hanno notato la maggiore percentuale di rischio di autismo nei nascituri per queste donne rispetto a quelle che non usavano cannabis. In precedenza, alcuni studi avevano dimostrato che l’utilizzo di questa sostanza psicoattiva in gravidanza correlava con una maggiore percentuale di parti pretermine. Ma questa associazione tra la cannabis in gravidanza ed un maggiore rischio di autismo è davvero una scoperta sensazionale.

A tal riguardo, Daniel Corsi, epidemiologo dell’Ospedale di Ottawa, ha dichiarato:

«Questo è uno dei più grandi studi su questo argomento fino ad oggi. Ci auguriamo che i nostri risultati aiuteranno le donne e i loro fornitori di assistenza sanitaria a prendere decisioni informate».