invertire perdita

Molte patologie oculari come la retinite pigmentosa o la degenerazione maculare legata all’età (AMD) possono determinare la morte delle cellule retiniche. Tale condizione esita con la irreversibile perdita della vista. Sembrerebbe, però, che oggi si possa invertire la perdita della vista grazie ad un metodo che si basa sull’iniezione di cellule sane in occhi con cellule danneggiate.

A presentare il nuovo metodo in questione è uno studio apparso sulle pagine della prestigiosa rivista scientifica Biomaterials. Lo studio in questione è il frutto delle ricerche condotte da scienziati dell’Università di Toronto. I ricercatori spiegano che ci sono due tipologie di cellule deputate a garantire la visione: i fotorecettori e le cellule dell’epitelio pigmentato retinico (RPE). In patologie come l’AMD, ad esempio, sono proprio le RPE le prime a danneggiarsi e a morire e ciò, essendo strettamente interconnesse, si verifica anche nei fotorecettori. Questo nuovo metodo permette di invertire la perdita della vista integrando cellule nuove nei tessuti dell’occhio, siano esse fotorecettori o RPE.

Considerata la difficoltà della metodica, gli scienziati canadesi hanno utilizzato biomateriali ingegnerizzati, chiamati idrogel, per permettere alle cellule iniettate nell’occhio di sopravvivere. Tali materiali, infatti, garantiscono una più uniforme distribuzione delle stesse cellule iniettate riducendo il rischio di infiammazione. Al termine, lo stesso idrogel si dissolve non lasciando alcuna traccia.

Gli studiosi hanno utilizzato il nuovo metodo con idrogel per invertire la perdita della vita nei topi iniettando in essi entrambi i tipi di cellule. I topi trattati con questo metodo riottenevano la possibilità di distinguere tra luce ed ombra anche in ambienti bui. Dunque, questa è una nuova tecnica che potrebbe trovare applicazione per il trattamento di alcune patologie e per invertire i processi che portano alla perdita della vista negli esseri umani.