saliva

La saliva è il liquido secreto dalle ghiandole salivari situate nella cavità orale. Essa contiene una grande varietà di sostanze alcune delle quali possono avere un significato importante dal punto di vista diagnostico. In particolare, sembrerebbe che proprio dalla saliva si possa rilevare il rischio di infarto di un soggetto.

Ciò è quanto sostengono alcuni ricercatori che hanno presentato i propri progressi al Congresso ESC 2020.1. Nello specifico, gli scienziati hanno messo a punto una nuova tecnica che prevede l’analisi della saliva introdotta tramite lo sputo in una provetta. In 10 minuti dovrebbe venire fuori il verdetto. Dunque, si tratterebbe di un vero e proprio passo avanti rispetto alle classiche analisi del sangue che richiedono più di un’ora per avere risultati.

Il problema è che il rischio di infarto deve essere rilevato subito in quanto si deve agire al più presto per ripristinare il normale flusso ematico nelle arterie non più funzionanti. Normalmente, l’iter diagnostico prevede l’analisi della sintomatologia e l’ECG seguite dalle analisi del sangue per valutare i livelli di troponina cardiaca. Quest’ultima è una proteina i cui livelli ematici sono rilevabili quando il muscolo cardiaco non funziona correttamente.

Saliva: una nuova fonte di informazioni per chi è a rischio di infarto?

Roi Westreich, dell’Università di Soroka (Israele), ha affermato che per tale ragione è necessario mettere a punto un nuovo test della troponina che sia veloce e, allo stesso tempo, efficiente. Allora lui ed il suo team hanno sviluppato un nuovo test che prevede l’analisi della saliva e che potrebbe salvare delle vita in casi di infarti reali.

I ricercatori hanno già testato la loro nuova tecnica su vari pazienti, alcuni con lesioni del muscolo cardiaco, altri sani. Tutti i partecipanti allo studio hanno fornito i propri campioni di saliva che gli scienziati hanno successivamente analizzato confrontando i risultati ottenuti. Al termine delle analisi, essi hanno scoperto la presenza effettiva di troponina cardiaca nella saliva dei campioni di pazienti con danni miocardici.