tomografia crioelettronica

La tomografia crioelettronica è un’applicazione della microscopia crioelettronica. Quest’ultima è una tecnica che permette di realizzare una ricostruzione tridimensionale ad alta risoluzione di campioni da immagini bidimensionali ottenute a varie angolazioni. Oggi, questa tecnica all’avanguardia ha permesso di analizzare, per la prima volta, in maniera approfondita una “proteina sfuggente” coinvolta nel morbo di Parkinson.

A presentare questa straordinaria scoperta è uno studio apparso sulle pagine della autorevole rivista scientifica Nature. Lo studio in questione riporta la firma di un team di ricercatori dell’Università della California a San Diego. Già in passato, numerosi gruppi di scienziati hanno notato che tra le cause principali del Parkinson vi sono delle mutazioni di una proteina conosciuta come proteina LRRK2 nota anche come dardarina. Nonostante questa informazione, i ricercatori non hanno mai compreso realmente il funzionamento ed il ruolo della dardarina. Ciò, a causa della mancanza di informazioni relative alla sua struttura tridimensionale. I ricercatori californiani, però, con il loro nuovo studio, hanno completamente rivoluzionato le conoscenze relative alla LRRK2. Il tutto, grazie al fatto che essi hanno utilizzato tecnologie all’avanguardia e, nello specifico, la tomografia crioelettronica (cryo-ET).

Grazie all’impiego della tomografia crielettronica gli scienziati dell’università californiana hanno ottenuto la struttura a più alta risoluzione di una proteina umana mai determinata prima d’ora all’interno delle cellule. Grazie a questo splendido risultato, essi hanno potuto descrivere più dettagliatamente il funzionamento di LRRK2. In particolare, essi hanno scoperto che questa proteina si lega ai microtubuli bloccando le “macchine molecolari” che si muovono lungo di essi. Adesso gli scienziati non sono sicuri se questi blocchi hanno delle reali implicazioni nel Parkinson ma sono già all’opera per capire meglio il funzionamento di questa proteina chinasi.