alpaca

SARS-CoV-2, il nuovo coronavirus responsabile dell’attuale pandemia utilizza il recettore ACE2 presente sulle nostre cellule come porta di ingresso. Gli scienziati di tutto il mondo sono a lavoro per andare alla ricerca di molecole o sostanze che siano in grado di bloccare l’entrata del virus all’interno delle cellule umane. Sembrerebbe che un piccolo anticorpo neutralizzante, un “nanobody”, estratto dagli alpaca sia in grado di sbarrare la strada al nuovo coronavirus.

A dimostrarlo è uno studio apparso sulle pagine della autorevole rivista Nature Communications e condotto da ricercatori del Karolinska Institutet (Svezia). In particolare, gli scienziati svedesi hanno individuato un piccolo anticorpo neutralizzante, definito “nanobody”, che può rappresentare un ostacolo per l’entrata di SARS-CoV-2 nelle cellule umane. Per tale ragione, i ricercatori concordano sul fatto che questo nanobody estratto dagli alpaca possa essere utilizzato come nuovo approccio terapeutico contro la COVID-19.

Il nanobody dell’alpaca Ty1 blocca l’entrata di SARS-CoV-2 nelle cellule umane

I nanobody su cui i ricercatori hanno posto la loro attenzione sono essenzialmente frammenti di anticorpi che possono essere trovati nei camelidi. Già qualche mese fa, alcuni scienziati hanno ipotizzato che i nanobody potessero essere utili anche per gli esseri umani in tema di SARS-CoV-2. Ciò divenne chiaro quando iniettando una proteina virale Spike all’interno di un alpaca, dopo soli 60 giorni il sangue dell’animale presentava anticorpi diretti contro la proteina. Ciò, ha indubbiamente suggerito che l’alpaca aveva contrastato alla grande il nuovo coronavirus.

I ricercatori in questo studio, hanno analizzato la sequenza di nanobody prelevati da un tipo di globuli bianchi dell’alpaca. In particolari, essi hanno analizzato il nanobody Ty1. Quest’ultimo è un piccolo anticorpo in grado di neutralizzare efficientemente il nuovo coronavirus negandogli il legame al recettore ACE2 tramite la proteina Spike. Gli scienziati, mediante la microscopia crioelettronica, hanno capito come Ty1 riesca a fare ciò. Il nanobody dell’alpaca, si lega ad un epitopo del recettore ACE2 impedendo l’accesso della proteina virale Spike.

Attualmente, i ricercatori stanno eseguendo studi preclinici per valutare appieno l’attività neutralizzante di Ty1. Solo se i risultati dovessero dare esito positivo, si potrebbe eventualmente pensare di passare ad una fase clinica di sperimentazione del nuovo nanobody.