autopsia virtuale

Durante l’evolversi della storia umana, sono numerose le tecniche di mummificazione a cui, in modo più o meno ampio, si è fatto ricorso. Ma, sicuramente la civiltà più nota per le sue mummie è, senza dubbio, quella egizia. Alcuni ricercatori, mediante l’ausilio di tecnologie avanzate, hanno eseguito una vera e propria autopsia virtuale su tre animali mummificati poi ricostruiti in 3D.

A presentare i risultati di questa autopsia virtuale è uno studio pubblicato sulla rivista Nature e condotto da scienziati delle università di Swansea, Leicester e Cardiff. Nello specifico, il team di scienziati ha ricostruito in 3D i corpi di tre animali mummificati. Ciò grazie ad una tecnica che ha permesso loro di analizzarli in estremo dettaglio senza neppure doverli toccare.

La microtomografia a raggi X ha permesso di eseguire un’autopsia virtuale

Gli animali in questione, fanno parte della collezione dell’Egypt Centre dell’Università di Swansea (UK). Già in passato l’uso di tecniche come la TAC ed i raggi X avevano permesso di capire che si trattava di un gatto, di un serpente e di un uccello. Però, la TAC fornisce immagini 3D a bassa risoluzione mentre i raggi X forniscono immagini bidimensionali. Per tale ragione il gruppo di ricercatori delle tre università ha deciso che per eseguire l’autopsia virtuale sui tre animali bisognava utilizzare un’altra tecnica. Così, hanno impiegato la microtomografia a raggi X, una tecnica che combina le due precedenti per restituire immagini in 3D al alta risoluzione. Il risultato è che per la prima volta i tre esemplari sono stati visualizzati nel più piccolo dettaglio.

È come se i ricercatori avessero eseguito un’autopsia virtuale su questi tre animali, a distanza di 2.000 anni dalla loro morte. Inoltre, l’analisi eseguita sui corpi, ha anche svelato macabri dettagli dei rituali di mummificazione dell’Antico Egitto. Ad esempio, i ricercatori hanno rinvenuto segni sulle vertebre del gatto che testimoniano uno strangolamento avvenuto prima della mummificazione. Il serpente, invece, presentava segni evidenti di sofferenza renale e le ossa fratturate.