memorizzare

Memorizzare bit, cioè informazioni digitali, è uno dei campi di ricerca scientifica a più rapida crescita. La memorizzazione di dati digitali rappresenta infatti uno dei bisogni più pressanti tra le più grandi aziende tecnologiche del mondo. Oggi, sembrerebbe che un altro importante passo avanti sia stato compiuto in questo senso.

Infatti, un team di scienziati della Delft University of Technology ha pensato di iniziare a memorizzare le informazioni digitali in singoli atomi. Ciò è possibile perché si potrebbero sfruttare i momenti angolari degli elettroni intorno al nucleo dell’atomo. In tal mondo, si potrebbe ampliare tantissimo la capacità di memorizzazione massima attualmente raggiungibile. Questa nuova applicazione di questa incredibile tecnologia rappresenta un grande passo avanti.

Sfruttare i momenti angolari degli elettroni degli atomi per memorizzare le informazioni digitali

Per mettere a punto questa tecnologia, i ricercatori hanno deciso di sfruttare i momenti angolari degli elettroni. Si tratta di quei movimenti, svolti dagli elettroni negli atomi, di rotazione intorno al nucleo dell’atomo stesso oppure di rotazione intorno al proprio asse (spin).. L’approccio teorico prevede che questi movimenti potrebbero essere utilizzati per memorizzare le informazioni. Ciò perché la rotazione orbitale della particella può avvenire in senso orario o antiorario. Dunque, si tratta di due stati diversi che potrebbero rappresentare lo 0 e l’1 di un bit. Però, tale approccio trova un ostacolo. Infatti, quando si inverte la direzione del movimento orbitale cambia anche la direzione dello spin e viceversa.

Per bypassare questo problema, i ricercatori hanno creato un metodo per invertire solo la direzione orbitale senza che questa influenzi la direzione dello spin dell’elettrone. Per farlo, essi hanno usato un fenomeno denominato “effetto di Einstein-de Haas”. Quest’ultimo prevede che l’inversione della rotazione orbitale possa essere compensata da una piccolissima rotazione ambientale.

Dunque, memorizzare informazioni digitali in singoli atomi potrebbe sembrare ancora fantascienza ma questa nuova scoperta infonde un po’ di speranza. A tal riguardo, Sander Otte, ricercatore a capo dello studio, ha dichiarato:

«Il risultato principale è che abbiamo fatto un altro passo avanti nella nostra capacità di controllare gli atomi e persino gli elettroni che orbitano intorno a loro. Questo è un obiettivo meraviglioso in sé e per sé».

Lo studio che descrive questa scoperta lo trovate sulle pagine della rivista Quantum Materials.