microgravità

La microgravità è una particolare condizione nella quale un sistema è soggetto ad un campo gravitazionale di basso valore. In queste condizioni il corpo degli astronauti subisce dei cambiamenti che si evidenziano mediante opportune tecniche di analisi. La microgravità presente sulla stazione spaziale sembra infatti determinare cambiamenti anche sul cervello degli astronauti. In particolare, questa condizione determinerebbe uno spostamento del cervello e limitazioni visive.

A dimostrarlo è uno studio apparso sulle pagine della autorevole rivista Science Advances. Lo studio in questione riporta la firma di un team internazionale di ricercatori. Nello specifico, gli scienziati hanno dimostrato che la microgravità induce alcuni cambiamenti nel cervello che però non determinano neurodegenerazione o altri effetti gravi. Per il loro studio, essi hanno utilizzato i dati relativi ad otto cosmonauti russi maschi dopo la loro permanenza a seguito di lunghe missioni. Queste ultime, della durata anche di sette mesi, hanno avuto luogo sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

L’impiego di una tipologia di risonanza magnetica 3D ha permesso ai ricercatori di eseguire scansioni delle varie aree cerebrali. In particolare, i ricercatori hanno posto la loro attenzione sulla quantità di tessuto nel cervelletto e proprio qui hanno trovato una maggiore quantità di tessuto. Si tratta di un’area cerebrale collegata all’equilibrio, alla postura e alla coordinazione. Fondamentalmente, i cosmonauti esposti alla microgravità mostravano una migliore capacità motoria dopo sei mesi di microgravità sulla ISS. È come se si fosse verificata una riorganizzazione del cervello che conduce anche ad abilità migliori. Però, ciò determinava anche una riduzione del livello di potenza visiva.

Dunque la microgravità determina cambiamenti davvero tangibili sul cervello dei cosmonauti e questo studio, come molti altri, ci da conferma di ciò.