lenti intelligenti

Le attuali tecniche di microscopia avanzata creano dei problemi durante l’osservazione. In particolare, creano distorsioni delle immagini dovute al passaggio della luce attraverso tessuti molto spessi. Ciò contribuisce a peggiorare significativamente la qualità delle immagini acquisite man mano che si scende a maggiori profondità nel campione. Per tale ragione alcuni ricercatori hanno pensato di risolvere questo problema mettendo a punto delle lenti “intelligenti” che consentiranno di poter osservare in profondità campioni biologici di tessuti spessi come il cervello. Il tutto, ovviamente, senza distorsioni o sfocature.

A presentare queste lenti intelligenti è uno studio apparso sulla autorevole rivista scientifica Optics Letters. Lo studio in questione riporta la firma di un team di ricercatori dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr di Padova. Essi hanno inoltre collaborato con colleghi olandesi provenienti dalla Delft University of Technology e dall’University Medical Center di Rotterdam. Si tratta di un innovativo dispositivo di ottica adattiva “plug-and-play”, facilmente installabile negli obiettivi di tutti gli attuali microscopi ottici.

L’ottica adattiva è una tecnologia che migliora la qualità delle immagini acquisite con microscopi o telescopi. Si tratta di uno strumento incredibile a disposizione della biologia e che consente di osservare in profondità i vari campioni biologici permettendo di comprendere molti processi.

L’intelligenza artificiale guida i cambiamenti di forma delle lenti intelligenti

Alla base del funzionamento di queste lenti intelligenti c’è una tecnologia che si basa sull’uso di membrane di vetro molto sottili. Così sottili da poter essere curvate senza rompersi. Nello specifico le lenti intelligenti constano ciascuna di due membrane affacciate in modo da creare un contenitore sigillato che poi deve essere riempito con un liquido. Le lenti possono assumere praticamente qualsiasi forma, proprio come gli specchi deformabili. Questi ultimi sono già in uso per compensare le distorsioni ottiche generate dalla turbolenza atmosferica nei telescopi per l’osservazione dei corpi celesti.

A guidare la forma delle lenti intelligenti è un software di intelligenza artificiale. Ciò grazie ad una serie di attuatori piezoelettrici posti sull’esterno delle membrane e controllabili mediante un PC. Si tratta di una innovazione senza precedenti e che sicuramente potrà trovare applicazione anche in altri ambiti scientifici come, ad esempio, nelle comunicazioni ottiche per la trasmissione dei dati ad altissima frequenza.