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Gli studi che ogni giorno devono essere sottoposti al vaglio della comunità scientifica prima di essere pubblicati sono sempre di più. Poi, dopo la scoperta di SARS-CoV-2 responsabile dell’attuale pandemia, la situazione riguardante gli studi e le ricerche pubblicate è letteralmente sfuggita di mano. Ogni giorno centinaia di studi provenienti da vari istituti di ricerca di tutto il mondo devono essere sottoposti a revisione. Capiamo bene come questo sia diventato un lavoro sempre più complesso considerata la grande mole di lavori da revisionare. Secondo un nuovo studio, però, la soluzione a questo problema potrebbe essere l’intelligenza artificiale la quale potrebbe davvero dare una mano nella revisione di tutti questi studi.

A sostenere questa idea è il ricercatore Tudor Oprea insieme ai suoi colleghi dell’Università del Nuovo Messico in uno studio pubblicato su Nature Biotechnology. Secondo gli scienziati, infatti, soprattutto in seguito alla diffusione del nuovo coronavirus, un enorme numero di studi appare su tantissime riviste. Molto spesso, però questi studi non vengono revisionati perché proprio il processo di “revisione tra pari” ha iniziato ad ingolfarsi. Fondamentalmente, il numero dei ricercatori non è sufficiente per poter sottoporre a revisione gli studi dei colleghi. Dunque, ha avuto inizio una pubblicazione di una enorme quantità di studi in stato “pre-print”, cioè non revisionati da altri ricercatori.

L’AI: una soluzione da considerare per la revisione degli studi

Per tale ragione, Oprea e colleghi hanno ipotizzato che l’intelligenza artificiale (AI) possa rappresentare la soluzione a questo problema. Ad oggi non esistono ancora strumenti “ufficiali” basati sull’AI che possano fungere da revisori. Secondo gli scienziati del Nuovo Messico ciò è una mancanza legata solo ad una questione di finanziamenti. Secondo Oprea, infatti, siamo molto vicini allo sviluppo di sistemi automatizzati che possano cercare discrepanze tra centinai di migliaia di studi per favorire il processo di revisione.

Inoltre, si registrano notevoli progressi nel campo del text mining. Infatti, oggi i computer più potenti possono passare in rassegna milioni di pagine di testo per cercare schemi specifici. Una capacità questa dimostratasi già estremamente utile. Oprea, inoltre, ci tiene a precisare che non sostiene che da sola una macchina possa effettuare una revisiona tra pari. Egli suggerisce che il processo stesso di revisione potrebbe essere più semplice se si utilizzassero algoritmi di AI in grado di elaborare la grossa mole di dati.