Siberia

La Siberia è un territorio dell’Asia settentrionale che si estende dal piede orientale dei monti Urali fino alle rive del Pacifico. Si tratta di una regione caratterizzata da grandi diversità morfologiche e climatiche oltre che di popolazioni.

Sembrerebbe che proprio in Siberia alcuni ricercatori abbiano rinvenuto più di 80 scheletri con segni di decapitazione. Grazie a questa straordinaria scoperta gli scienziati hanno in parte ricostruito i violenti rituali realizzati da antiche popolazioni nomadi della Siberia. A dimostrarlo è uno studio apparso sull’American Journal of Physical Anthopology. Lo studio in questione riporta la firma di un team internazionale di scienziati guidati da ricercatori dell’Università di Berna e dell’Accademia delle scienze russa.

Nello specifico, i ricercatori nel sito di Tunnug1 hanno eseguito l’incredibile scoperta. Si tratta di una zona che contiene diverse tracce di sepoltura degli sciti, una popolazione di origine indoeuropea che ha lasciato tracce anche in Siberia. Proprio qui, nella Repubblica di Tuva, durante le ricerche gli scienziati hanno individuato più di 80 scheletri risalenti probabilmente ad un periodo compreso tra il II ed il IV secolo d.C..

Gli scheletri individuati mostrano segni di “eccezionale violenza”, legate non solo alle guerre ma probabilmente anche a dei macabri rituali. Mediante dettagliate analisi eseguite sulle ossa ritrovate in Siberia, i ricercatori hanno scoperto che il 25% dei soggetti era morto a causa di violenze interpersonali. Numerosi scheletri mostravano, inoltre, tracce di decapitazione, tagli alla gola e segni di scalpi. I ricercatori hanno rinvenuto soprattutto ossa appartenenti ad individui di sesso maschile ma, vi erano anche ossa di donne bambini.

Si tratta di una scoperta davvero incredibile e che testimonia appieno la ferocia in uso tra alcune popolazioni nomadi della Siberia del II-IV secolo d.C.